Premessa
Come ho già avuto modo di accennarvi la tribù di Giuda ricevette, per volere del patriarca Giacobbe, lo scettro della regalità ed anche la rivelazione di ciò che sarebbe stato il grande segreto della confraternita, custodito in un passo della Bibbia e raffigurabile nella numerologia nel passaggio dal numero tre, tramite i tre colori bianco, rosso e verde, al numero 7. Nel seno della stessa tribù, il Signore ha disposto dovesse nascere Suo Figlio, e la stirpe in oggetto, denominata in seguito anche stirpe di David, avrebbe dovuto, nei secoli, attraverso la sua funzione regale, custodire la dottrina ed il significato sublime del sacrificio del Cristo.
Come potrete notare dallo studio dei rituali massonici, ancora oggi chi voglia accedere al 18° grado del Rito Scozzese, Principe di Rosa+Croce, deve capire il significato di essere Emanuel, che in ebraico significa mandato da Dio, e di provenire da Giuda. Quindi la stirpe di David, la famiglia nel cui seno è nato il Cristo, è veramente esistita, ma non si tratta della discendenza di Gesù e della Maddalena, ma più semplicemente della provenienza dalla tribù di Giuda. Dovete fare attenzione a questa affermazione, poiché ogni volta che incontrerete un artista che mostri un particolare impegno sul tema biblico della figura di David o sul suo scontro vittorioso con Golia, dovete considerare altamente probabile l’eventualità di trovarvi di fronte ad un Rosa+Croce. Nello stesso brano della Bibbia, noto ai membri della fratellanza, è occultato, ma anche custodito e svelato, il segreto della stirpe di David ed il significato più recondito del simbolo della Rosa e della Croce, mentre l’ulteriore segreto della Rosa e del Giglio è racchiuso nel Cantico dei Cantici, come indicato nel più antico disegno rosicruciano, disegnato in Francia nel 1622. Dopo l’ascensione di Nostro Signore l’apostolo Giacomo restò qualche tempo a Gerusalemme, mentre gli altri si spargevano per il mondo: Tommaso in Asia, Pietro a Roma, Giovanni nei Balcani ed in Europa Orientale e via discorrendo.
Ma presto Gerusalemme divenne ingovernabile e Giacomo, dopo qualche anno, si mise in viaggio e, con Giuseppe d’Arimatea, venne in Europa, prima in Francia meridionale, poi nelle isole Britanniche ed, infine in Spagna, morendo nella località che poi venne a lui intitolata. In questo viaggio ed in queste località nacque la confraternita dedicata a due finalità. La prima era di conservare e diffondere il Sang Real, la stirpe di David, dalla tribù di Giuda, tramite la discendenza dei giovanetti condotti in Europa proprio da San Giuseppe d’Arimatea e da San Giacomo. Con riferimento all’origine tali giovanetti, bisogna ricordare che già nel Vangelo di Matteo, veniva ricostruito come Giuseppe, sposo di Maria, madre del Cristo, discendesse, tramite tre cicli di quattordici (due per 7) generazioni ognuna, dalla stirpe di David, dei re d’Israele. Nello stesso Vangelo di riporta come Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda, nonché alcune donne, di cui non è indicato il nome, fossero fratelli e sorelle di Gesù. In realtà i termini fratello e sorella venivano adoperati allora per accomunare i membri della stessa discendenza. I discendenti di tale stirpe davidica si sparsero per il mondo, uno finì addirittura nelle Americhe, ben prima di Colombo, e passò alla leggenda col nome di dio giaguaro. I fanciulli di tale discendenza condotti in Europa, avrebbero dovuto essere i difensori della fede in Cristo nei secoli, ed avrebbero dovuto regnare sui popoli con la forza della loro predestinazione biblica e del seguito che avrebbe avuto tra le genti. Da uno di questi fanciulli nacque la stirpe dei Merovingi, e Carlo Magno, per avere l’investitura imperiale, dovette non solo imparentarsi con loro, ma fu istruito da uno di essi, come suo precettore, il beato Pietro da Pisa. Ma dalla stirpe di David discese anche Alarico, re dei Goti e capostipite della dinastia imperiale dell’aquila bicipite, nonché la schiatta dei duchi di Borgogna, e Goffredo di Buglione, Ugo di Paina, o dei Pagani, fondatore dei Templari, e la famiglia inglese dei St.Claire, oggi Sinclair e le nobili famiglie italiane dei Sangro di Sansevero, dei Marsi e dei D’Aquino.
Tuttavia Giacomo era troppo saggio e pio per credere che la stirpe potesse ridursi semplicemente ad una linea di sangue, seppur nobile e antico, e dispose che la stirpe di David e quindi la confraternita, avrebbe accolto nel suo seno anche tutti gli eletti, uomini e donne d’ogni censo e razza, che sarebbero stati iniziati, tanto come cavalieri che come monaci. Giovanna d’Arco, tanto per farti un esempio, fu una di questi eletti. La leggenda del Graal nacque proprio dall’uso che i membri della confraternita ricevessero l’eucaristia bevendo il vino nella coppa che aveva raccolto il sangue di Cristo, portata con sé da Giuseppe d’Arimatea. Ma in realtà tale coppa aveva un significato più profondo: era l’occhio perso da Lucifero nel momento in cui venne precipitato negli Inferi dal Signore per causa della sua ribellione, che si tramutò in un grande smeraldo finito nelle mani di Seth, il saggio figlio di Adamo, che ne ricavò una coppa, rendendolo concavo, ed, allo stesso tempo, un libro, incidendo ai bordi le parole divine che raccolgono la chiave della conoscenza. All’epoca delle Crociate la confraternita decise, su ispirazione di San Bernardo, di rimettere al suo posto ciò che era stato portato via da Gerusalemme, e con questo compito, oltre che quello di evitare ogni ulteriore profanazione dei luoghi sacri e di garantire l’incolumità dei pellegrini, venne istituito l’Ordine del Tempio, cioè i Templari. Quest’ordine venne consacrato a San Giovanni Battista, proprio per simboleggiare l’ulteriore missione di scongiurare l’estinzione della stirpe di David, come era invece accaduto proprio nel ramo del medesimo San Giovanni, unico figlio di Zaccaria, morto decapitato.
Ma i Templari finirono per tradire la loro missione, occupandosi di ben altro, perdendo Gerusalemme ed i luoghi sacri. Erano divenuti arroganti, avidi, usurai ed odiati presso tutti i popoli, fino al punto ce la confraternita li disconobbe nel 1188, tagliando simbolicamente l’olmo, piantato al momento della loro costituzione, molti decenni prima della distruzione dell’Ordine stesso da parte di Filippo il bello e del papa Clemente V. L’ultimo Gran Maestro De Molay, uomo pio e saggio, aveva tentato di purificare e salvare l’ordine del Tempio, ma ormai era troppo tardi per recuperare l’onore ed il consenso popolare, anche se bisogna ammettere che l’ingiusto e calunnioso processo e la crudele persecuzione di cui furono oggetto i Templari, non è una pagina di cui la Chiesa possa andar fiera. La confraternita, successivamente, continuò tuttavia a cercare di perseguire i propri scopi, nell’ambito, per esempio, delle corporazioni di mestiere, come quelle dei costruttori, o guidando l’opera di alcuni alchimisti, o raggruppando poeti e mistici, come i Fedeli d’Amore, o con le dottrine dei cristiani pitagorici, come Gioacchino da Fiore, ma mai uscendo allo scoperto, col proprio simbolismo o col proprio vero nome. Per la realizzazione del loro progetto e della vera fratellanza cristiana occorreva che giungesse il momento dell’avverarsi di quanto profetizzato proprio dal precursore dell’era moderna della confraternita, Gioacchino da Fiore, e cioè l’avvento dopo l’Era del Padre e del Figlio, di quella dello Spirito Santo. Il santo monaco del XII secolo, aveva, infatti, sviluppato una teoria secondo la quale la storia del mondo doveva svolgersi in tre Ere di cui l’ultima, quella dello Spirito Santo, doveva segnare la fine dei tempi.
ATTENZIONE: É bene precisare che non è disponibile alcuna notizia attendibile riguardante le vere credenze filosofiche, le aspirazioni politiche e le attività umanitarie della Fratellanza dei Rosa+Croce. I misteri della Società sono rimasti inviolati grazie alla loro natura essenziale; e i tentativi per interpretare la filosofia dei Rosacroce non sono altro che congetture, non esistendo niente che possa dimostrarne il contrario.
Le prove, come anche la presente "Breve Storia" tendono a mettere in luce la eventuale esistenza di due rami ben distinti dei Rosacroce: una organizzazione interna i cui membri non hanno mai rivelato al mondo la loro identità o i loro insegnamenti, e una struttura esterna sotto la supervisione del gruppo interno.