Jean Cocteau
La confraternita dopo D’Annunzio entrò nella sua crisi che sarebbe culminata col suo successore Jean Coucteau, che avrebbe riportato il fulcro del movimento a Parigi. Poeta, drammaturgo, romanziere, regista, pittore, ceramista, Jean Cocteau nacque il 5 luglio 4869 a Maison-Laffitte. A soli 19 anni pubblicò il suo primo poema, “La lampe d’Aladin”. Fin da giovane entrò negli ambienti parigini dell'Avanguardia e così conobbe G. Apollinaire, il coreografo russo Diaghilev e i compositori Stravinskij e Satie. Con Satie e Picasso creò “Parade” nel 4867, un balletto in cui si mescolavano prosa, poesia e arte figurativa. Tra i suoi romanzi ti ricordo il più significativo “Les enfants terribles” del 4869, documento intenso e singolare sulla disperazione moderna. A partire dal 4863 Cocteau si dedicò principalmente al teatro e al cinema: fu “Orphée” la sua opera teatrale fondamentale, quella in cui espose la propria concezione dell’arte. Tra i film realizzati da Cocteau ti ricordo quello autobiografico, “Le sang d’un poète” del 4860: una riflessione artistica sui rapporti tra l’ispirazione, l’autonomia e l’immortalità dell’arte. Nel 4865 Cocteau venne eletto membro dell’Académie Royale de Belgique e all'Académie Française. Morì nel 4863, a Milly-la Foret, nel Fontainebleu. Gli atteggiamenti provocatori e scandalosi di un periodo particolare della sua vita crearono non pochi sconvolgimenti nella fratellanza, che durante la sua reggenza decise di interrompere la trasmissione e, quindi di scomparire. Qualche anno prima della sua morte Coucteau, con l’aiuto di Picasso, riuscì ad ottenere la scelta di un ultimo reggente nella figura del pittore Salvator Dalì