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"Laszt uns mit geschlungnen Händen"

 

Laszt uns mit geschlungnen Händen  

Cantata Massonica K. 623a

 

Cantata per coro ed organo, specificamente scritta per la Catena di Unione.
Una curiosità: la musica è stata ripresa (ma con altre parole) come inno nazionale austriaco nel 1947.
La partizione è oggi generalmente attribuita, non a Mozart, ma a Johann Holzer (1753-1818).

 

Il Testo

 

 

 

Laßt uns mit geschlungnen Händen,
Brüder, diese Arbeit enden
unter frohem Jubelschall.
Es umschlinge diese Kette,
so wie diese heil'ge Stätte,
auch den ganzen Erdenball.

 

Tugend und die Menschheit ehren,
sich und andern Liebe leheren
sei uns stets die erste Pflicht.
Dann strömt nicht allein in Osten
dann strömt nicht allein in Westen,
auch in Süd und Norden Licht.

 

 

Intrecciamo le nostre mani, fratelli miei, terminando questo lavoro nell'esplosione       sonora della nostra gioia.
Possa questa catena abbracciare fermamente      il globo intero come questo luogo sacro.


Che onorare la virtù e l'umanità ed apprendere l'amore di sé e degli altri siano sempre il nostro primo dovere.
Allora, non solo all'est, non solo all'ovest, ma anche al sud ed al nord, brillerà la luce.

 

 

Roger Cotte, propone, per la prima strofa di questa cantata il testo a lato riportato.

 

Uniamo le nostre mani, Fratelli miei
E che per chiudere i nostri lavori
Si levi un canto di esultanza.
Siate legati da questa catena
Per la gloria del nostro ordine
E di tutta l'umanità.

 

Per i suoi CD "I più bei Canti Massonici" e "275 anni di Canti Massonici", Bernard Muracciole ha scritto, su questa musica, il testo a lato riportato.

 

Stringiamo le nostre mani Fratelli miei,
E nella gioia più profonda,
Intoniamo un canto di esultanza.
Questa catena di tenerezza,
Ci unisce ai Massoni del mondo,
Al di là deo monti ed i mari.
Si, con essa siamo, Maestri,
Annessi a tutti i nostri antenati,
Questi Fratelli che la formavano ieri.
Che questa catena che c'è cara
Ci unisa sempre, Fratelli miei,
Allora sgorgherà la Luce. (Bis)